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Il mio impegno continua insieme alla squadra di Rugby 2030

Amici Presidenti, dirigenti, tecnici e atleti,

 

smaltita la “sbornia da sconfitta” rieccomi qui, pronto a fare squadra con tutti voi per continuare a coltivare il sogno che insieme abbiamo progettato, condiviso e che, pur se in fase embrionale, aveva una visione a lungo termine: 2030!

 

Giustificate questo silenzio di mesi e concedetemi uno sfogo personale…come è spesso accaduto nella mia carriera sportiva, ogni qualvolta perdevo una partita, era mia abitudine rientrare nello spogliatoio, sedermi sulla panca di legno, mettermi le mani tra i capelli e riflettere sul perché…niente colpe, nessuna accusa, semplicemente trovare un perché! La delusione è stata tanta ed ho sentito il bisogno di rivivere questa personale tradizione sportiva, vecchi usi e costumi che mi hanno sempre aiutato interiormente, per poi alzare lo sguardo e guardare con positività il futuro…il futuro di 2030.

 

Anche nel rispetto di tutte le meravigliose persone di sport, Presidenti e Dirigenti di Società, Tecnici, Atleti che ho incontrato durante il percorso elettorale e con le quali ho avuto l’onore di programmare, lavorare e condividere un pezzo di vita, ho preferito, prima di scrivere questa lettera, rimanere in silenzio ed aspettare la conclusione della tornata elettorale regionali per non condizionare in alcun modo la loro libera scelta di voto.

 

La sconfitta “brucia” sempre e in questa occasione lo è stato ancora di più perché mi sono reso conto di non essere riuscito a far comprendere fino in fondo quel messaggio di radicale cambiamento che era ben descritto e specificato nel nostro programma e che volevamo attuare negli anni a venire.

 

Avremmo lavorato per dare vita ad un cambiamento nella programmazione a breve, medio e lungo termine, con una prospettiva di squadra rispetto ad una visione “accentratrice”, avvalendoci di persone dotate di competenze, professionalità, di tanta voglia di confrontarsi e di crescere…per vincere insieme dentro e fuori dal campo, nelle competizioni sportive come nel sociale, nei rapporti interpersonali come nella legalità e nelle molteplici sfumature della sostenibilità.

 

Ingenuamente, pensavo che quanto fatto in campo con il nostro meraviglioso gruppo di Grenoble, quella voglia di arrivare che ha caratterizzato il nostro percorso e cambiato la storia del rugby italiano, la mia spontaneità, la mia semplicità, la mia lealtà e la trasparenza che ha sempre contraddistinto ogni mio rapporto nel nostro ambiente, come in quello professionale, fossero sufficienti per riconoscermi quale miglior candidato per il ruolo di Presidente.

 

 

Sarei stato il Presidente di tutti, di chi mi aveva votato e di chi no, compresi quelli che, dopo una sorridente promessa, sarebbero venuti meno tradendo il principio di lealtà di cui “a parole” andiamo fieri noi rugbysti, nell’atteggiamento più usuale nella politica che nel mondo dello sport (…forse…!), perché per mia naturale propensione ed educazione tendo sempre ad ascoltare, cercar di capire e rispettare le persone e le proprie scelte.

Probabilmente ho pagato il prezzo di non aver fatto, diversamente da altri, accordi dell’ultima ora, ma, spinto dalla “presunzione” che è figlia della mia spontaneità, e in assoluta buona fede, ho preferito proseguire per la mia strada senza cedere a nessun compromesso perché sapevo benissimo che gli accordi passano inevitabilmente attraverso un do ut des. A “bocce ferme” confermo che non sono affatto pentito di questa mia scelta perché mai e poi mai andrò contro i miei principi e, anche in futuro, non rinuncerò e/o condizionerò la mia libertà di pensiero e di azione.

 

Voglio, a nome mio e di tutta la squadra di Rugby 2030, RINGRAZIARVI TUTTI per aver dedicato del vostro tempo prezioso per ascoltarmi, per ascoltarci,

 

…perché, nonostante tutto, quattro società su dieci hanno sposato il pensiero di 2030, hanno creduto in una nuova opportunità, in una nuova idea di Federazione e di rugby,

 

…perché sento nel cuore la responsabilità di quei “quattro su dieci” che ci hanno sostenuto,

 

…perché, con tanta emozione, voglio dire a tutti coloro che hanno creduto in me che sono orgoglioso oltre che onorato di essere il Capitano della straordinaria squadra di Rugby 2030 in cui tanti di voi si sono riconosciuti,

 

…perché con la stessa emozione ribadisco che, visto come stanno andando le cose, la rivincita la giocherò sicuramente.

 

Il rugby italiano, in questo complicato momento, ha bisogno di SOSTEGNO, del sostegno di tutti noi…con coscienza e consapevolezza, sempre in modo chiaro, limpido e costruttivo, riprendiamo il nostro lavoro per far comprendere a tutti il nostro progetto di reale cambiamento ed evoluzione del sistema rugby italiano.

Buon lavoro a tutti! A presto cari amici.

Paolo Vaccari